martedì 4 settembre 2012

Our solitary visit to the craters of Darvaza

La versione in italiano e le foto sono a  fondo pagina
The pictures are at the end of page
Our solitary visit to the craters of Darvaza (Turkmenistan) - August 15, 2012
Given the difficulty of finding information I wanted to tell our autonomy visit to the crater of Darvaza, walking and sleeping in the desert without tools for orientation and without a tent. The view of the crater was exciting, but even better was the solitary walk in the desert at dusk, night and dawn.
Paola and I we left at 14:00 from Asghabat with 6-seater taxi direct to Urgench (strong bargaining, in the end we payed 100 manat in two = $ 35), after 4 hours of desert overcome a concrete bridge and cross the railway, one km after they, at left, there is a little chaikhana (simple guesthouse) where you can eat and sleep (with about $ 10 per head per night). Can not go wrong, the concrete bridge and chaikhana are the only structures after hundreds of miles of pure desert, however the taxi driver knows where to stop. We had some food with us, we bought only water in the guesthouse and we asked the way to go by walk to the craters. They showed us the north-east, but the direction is pretty east, perpendicular to the road.
At 18.30 we walked into the desert for about an hour, reaching the highest dune just behind the rail, where you could still see the road and the chaikhana. The dune ideal place to stop is the one where the curve of the rail ends and begins the straight, a label indicating the mileage 246 km. At the same place you can arrive from paved road at the point where it crosses the railroad tracks and walk along the railway line up to 246 km after the bend, but it's much more fascinating walking in the pure desert. 
We could not continue without the reference to the light of the crater, we waited for the sunset there eating our supplies: beautiful We could not continue without the reference to the light of the crater, we waited for the sunset there eating our supplies: beautiful moment. If you want, you can approach the crater during the day, simply looking the east, always from the dune close to the railway, search a metal antenna and follow it. But this we realized later.

At about 20:30 it was dark and light emitted from the crater began to see, just to the east, we followed it with the torch for an hour and a half. Around the crater we found other tourists arrived by jeep. After the photos we went to the area 400 meters from the crater to avoid fumes and we fell asleep on the sand with no tent and no sleeping bag, despite the light jacket we had cold, especially towards morning. Beautiful starry sky.
At 5.00, just beginning to dawn, we walked to the west, leaving the rising sun always exactly behind us. At about 6:30 we find the highest sand dunes close to the railway. In the distance you could see the road, the Chaikhana and concrete bridge. We did it! There waiting for the sun to rise, happy for our wonderful hike. We leave after half an hour and at eight are on the road. Let's hitch and with 50 manats (about $ 15), 25 manat per head, arrive at Asghabat 12.30.
In Iran, Masshad, we were advised not to go to see the craters because we only had a transit visa with output forced to Farab and we have deviated from the route, but we did not find police and no one has problems. In fact, we met a Japanese in Uzbekistan, not knowing the problem, is quietly released from the border of Urgench although the output required to Farab, without taking any fine
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IN ITALIANO
La nostra visita solitaria ai crateri di Darvaza (Turkmenistan) - 15 agosto 2012
Vista la difficoltà di reperire informazioni volevo raccontare la nostra visita ai crateri di Darvaza in autonomia, camminando e dormendo nel deserto, senza strumenti per l’orientamento e senza tenda. La vista del cratere è stata emozionante, ma ancora più bella è stata la passeggiata solitaria nel deserto, al tramonto, di notte e all’alba.
Io e Paola siamo partiti alle 14.00 da Asghabat con taxi collettivo da 6 posti diretto a Urgench (forte contrattazione, alla fine paghiamo 100 manat in due = 35$), dopo 4 ore di deserto superiamo un ponte di cemento e attraversiamo la ferrovia, un km dopo questi, a sinistra, c’è una spartana chaikhana (trattoria) dove si può mangiare e dormire (con circa 10$ a testa a notte). Non si può sbagliare, il ponte in cemento e la chaikhana sono le uniche strutture dopo centinaia di chilometri di puro deserto, comunque l’autista del taxi sa dove fermarsi. Avevamo del cibo con noi, nella trattoria abbiamo comprato solo dell’acqua e chiesto la direzione da prendere per incamminarci a piedi verso i crateri. Loro ci hanno indicato la direzione nord-est, in realtà la direzione è praticamente a est, perpendicolare alla strada asfaltata.
Alle 18.30 ci siamo incamminati verso il deserto per un’ora circa, arrivando alla duna più alta proprio alle spalle della ferrovia, da dove si poteva ancora vedere la strada e la chaikhana. La duna ideale dove fermarsi è quella dove finisce la curva della ferrovia e comincia il rettilineo, un targhetta chilometrica indica il km 246. Allo stesso posto si può arrivare facendosi lasciare sulla strada asfaltata nel punto in cui attraversa la ferrovia e seguire a piedi la ferrovia fino al km 246 subito dopo la curva, ma è molto più affascinante camminare nel deserto.
Non potevamo proseguire senza avere il riferimento della luce del cratere, abbiamo aspettato lì il tramonto mangiando le nostre provviste: momento bellissimo. In realtà ci si può avvicinare anche di giorno al cratere, basta individuare ad est, sempre dall’alto della duna a ridosso della ferrovia, un’antenna di metallo e seguirla. Ma questo l’abbiamo capito dopo.
Verso le 20.30 era buio e si cominciava a vedere esattamente verso est la luce emessa dal cratere, l’abbiamo seguita con la pila per un’ora e mezza. Intorno al cratere c’erano altri turisti arrivati con la jeep. Dopo aver fatto le foto siamo andati ad accamparci a 400 metri dal cratere per evitare i fumi e ci siamo addormentati direttamente sulla sabbia senza tenda e senza sacco a pelo, malgrado la maglia abbiamo avuto freddo, soprattutto verso mattina. Stupendo cielo stellato.
Alle 5.00, appena iniziava ad albeggiare, ci siamo incamminati verso ovest, lasciando il sole nascente sempre esattamente alle nostre spalle. Alle 6.30 circa ritroviamo le dune più alte a ridosso della ferrovia. In lontananza si vedeva la strada, la Chaikhana e il ponte in cemento. Ce l’abbiamo fatta! Aspettiamo lì il sorgere del sole, felici della nostra stupenda impresa. Ripartiamo dopo mezz’ora e alle otto siamo sulla strada asfaltata. Facciamo l’autostop e con 50 manat (15$ circa), 25 manat a testa, arriviamo a Asghabat alle 12.30.
In Iran, a Masshad, ci era stato sconsigliato di andare a vedere i crateri perché avevamo solo un visto di transito con uscita obbligata a Farab e noi abbiamo deviato dal tragitto, ma non abbiamo trovato poliziotti e nessuno ci ha fatto problemi. Addirittura, un giapponese che abbiamo incontrato in Uzbekistan, non sapendolo, è tranquillamente uscito dal confine di Urgench pur avendo l’uscita obbligata a Farab, senza prendere nessuna multa.
The red line is the walking path - In rosso il percorso a piedi
The concrete bridge on the road - Il ponte in cemento sulla strada asfaltata
The guesthouse 1 km after the bridge - La guesthouse 1 km dopo il ponte
The 246 km on rail line - Il km 246 sulla linea ferroviaria
On the dunes - Sulle Sulle dune
The metal antenna view from the dunes above the rail line - L'antenna metallica vista dalle dune sopra la ferrovia.

2 commenti:

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